Lo sport è diventato oggi così importante nello sviluppo del bambino in quanto rappresenta spesso l’unico momento in cui può muoversi, giocare e sperimentare. Le giornate del bambino, infatti, tendono ad essere sempre più piene di impegni e strutturate, lasciando poco spazio per il gioco libero. In questo modo si va a promuovere maggiormente una vita sedentaria e “bombardata” di stimoli.

Il gioco e il movimento sono, invece, un mezzo fondamentale di sviluppo non solo motorio, ma anche cognitivoaffettivo e sociale, che concorre alla formazione della personalità del bambino.

Vediamo ora, quindi, nello specifico perché lo sport oggi è diventato così importante per lo sviluppo del bambino:

1. SVILUPPO PSICOMOTORIO

Lo sport, attraverso le attività che propone, favorisce lo sviluppo psicomotorio del bambino. Esso, infatti, non solo aiuta il piccolo ad acquisire capacità motorie, quali organizzazione, schemi di base, coordinazione, ma va anche ad agire sullo sviluppo del cervello, grazie alla maggior irrorazione di sangue che richiede.

Il corpo, inoltre, nel processo di crescita del bambino rappresenta il primo mezzo con cui conosce sé stesso e l’ambiente. Lo sport, quindi, viene a rappresentare un’occasione importante di conoscenza e sperimentazione, fondamentale all’interno del processo di costruzione della propria identità.

2. STRUMENTO EDUCATIVO

Lo sport, nel processo di sviluppo, rappresenta un importante strumento educativo, in quanto insegna al bambino a:

  • rispettare le regole del contesto sportivo e dello sport specifico, ma ancor più importante gli insegna non ad accettarle passivamente, ma ad adeguarsi ad esse. Il bambino trova, quindi, un modo proprio di interpretare il gioco, di essere creativo ed usare l’ingegno per analizzare le situazioni e trovare soluzioni;
  • impegnarsi, sia nella pratica sportiva in sé e nelle attività proposte durante gli allenamenti per migliorare, sia nel portare a termine un compito (come il singolo esercizio, l’intero allenamento o il ruolo assegnato durante la gara), fino alla capacità di portare avanti un impegno preso per il tempo più prolungato di un anno sportivo. Sono questi tutti aspetti che vanno a ricoprire un ruolo importante nello sviluppo del senso di responsabilità;
  • rispettare sé stesso e l’altro. Lo sport, infatti, da un lato insegna al bambino che lo stare bene passa anche attraverso la cura ed il rispetto del proprio corpo, dall’altro gli insegna a confrontarsi in maniera leale con compagni ed avversari.

3. CONOSCENZA E GESTIONE DELLE EMOZIONI

Lo sport mette quotidianamente e gradualmente in contatto il bambino con svariate emozioni, come ad esempio l’agitazione che si prova prima di una gara, la paura di non riuscire a far bene, la gioia per la vittoria o la delusione e la rabbia per la sconfitta. La pratica sportiva viene, dunque, ad essere importante per lo sviluppo del bambino in quanto gli permette di sperimentare una moltitudine di emozioni e di farci i conti quotidianamente. Il bambino  impara così, anche grazie al supporto di istruttori e compagni, a considerare tali emozioni come parte del gioco e a gestirle.

4. SOCIALIZZAZIONE

Lo sport è, inoltre, diventato così importante per lo sviluppo del bambino in quanto rappresenta ad oggi uno dei principali contesti di socializzazione. Attraverso di esso, infatti, si conoscono nuovi compagni, si gioca e ci si diverte insieme, imparando a stare con l’altro, a relazionarsi ad esso, a condividere degli obiettivi ma allo stesso tempo a mediare e gestire i momenti di conflitto.

Lo sport oggi è, quindi, diventato così importante per la crescita del bambino non solo perché costituisce una fondamentale risorsa per lo sviluppo motorio e cognitivo, ma anche perché sta diventando sempre di più un contesto in cui apprendere importanti valori educativi, imparare a relazionarsi agli altri e a entrare in contatto con i propri vissuti. Responsabilità dei grandi è, dunque, promuovere un ambiente capace di rispondere a tali bisogni, passando anche attraverso la formazione di tutte le figure adulte che ruotano attorno ai piccoli atleti (istruttori, dirigenti, genitori), che vengono necessariamente a rappresentare un importante punto di riferimento.

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