Psicologia

Guarire dal perfezionismo: 5 passi da seguire

Quando parliamo di perfezionismo?

La persona perfezionista è quella che fa dipendere l’idea che ha di sé e del proprio valore dal raggiungimento di obiettivi che si prefigge altamente esigenti.
Tale funzionamento può risultare nel breve termine funzionale, in quanto temporaneamente aiuta, ad esempio, a tenere alta la propria valutazione o fornisce un maggiore senso di autocontrollo.
Guarire dal perfezionismo è, invece, molto importante, in quanto nel lungo termine non fa che portare ad una valutazione maggiormente negativa di sé stessi. Come vedremo, infatti, con il tempo esso porta ad innalzare sempre di più gli standard da raggiungere, portando inevitabilmente la persona a confrontarsi con fallimenti, interpretati poi come prove della propria incapacità.

guarire_dal_perfezionismo

Quali sono le caratteristiche del perfezionismo?

Si è perfezionisti se…
… ci si impone di raggiungere sempre standard esigenti
… il proprio valore personale lo si fa dipendere dal raggiungimento di tali standard elevati
… il raggiungimento dell’obiettivo prefissato provoca un temporaneo aumento della valutazione di sé e un ulteriore innalzamento degli standard
… il non raggiungimento dell’obiettivo provoca, invece, autocritica e autosvalutazione e, al contempo, un aumento dell’impegno messo
… gli standard prefissati provocano significative preoccupazioni riguardo alla prestazione
… alcune aree importanti della vita (es. rapporti interpersonali, hobby, etc.) vengono escluse in quanto ritenute perdite di tempo ed ostacoli al raggiungimento degli standard desiderati
… si ricorre spesso a comportamenti quali l’evitamento o la procrastinazione della prestazione, per timore di non essere sufficientemente preparati e di fallire
… si ricorre spesso a comportamenti di “preparazione”, ovvero di controllo ripetuto della propria prestazione, nell’intento di prepararsi al meglio ed evitare di commettere errori.

Quali sono i 5 passi da effettuare per riuscire a guarire dal perfezionismo?

  1. Il primo passo fondamentale per riuscire a guarire dal perfezionismo è quello di acquisire una maggiore consapevolezza su tale modalità di funzionamento.

    Nello specifico, è importante fare maggiore chiarezza su:
    quali sono le aree della vita che si ritiene più importanti e su cui si investe un maggior impegno?
    Quali sono le aree della vita che provocano maggiore preoccupazione?
    Come si reagisce e come ci si sente quando qualcosa in tali aree non va come si desidera?
    Quali sono i comportamenti che si mettono in atto per cercare di evitare tale eventualità?

  2. Successivamente è importante ampliare il proprio focus ed aumentare le aree della vita che si ritengono importanti. In questo modo la valutazione che la persona farà di sé stessa non dipenderà dalla riuscita in un’unica area di interesse, riuscendo così a considerare il proprio valore in maniera più globale e realistica.

    Come fare? Potrebbe essere d’aiuto stilare una lista di interessi o attività piacevoli, sceglierne uno o due e provare!

  3. Contemporaneamente, per cercare di guarire dal perfezionismo, è necessario provare a contrastare quei comportamenti dettati dal perfezionismo che, in realtà, hanno l’effetto di alimentarlo e mantenerlo nel tempo.
    Il timore che le persone perfezioniste hanno di fallire è tale da far loro mettere in atto alcuni comportamenti che momentaneamente le aiutano a sentirsi più tranquille e sicure di sé. Tra questi troviamo, ad esempio:
    – comportamenti eccessivi di controllo della prestazione e del livello di preparazione;
    – rituali (ad esempio fare liste dettagliate, riordinare la scrivania, affilare le matite, consumare la stessa colazione prima di iniziare a studiare o lavorare);
    – procrastinazione, ovvero ritardare l’inizio di un lavoro o la consegna per timore di non essere all’altezza;
    – evitamento di prove prestazionali importanti per il timore di fallire.

    Cosa fare?
    Innanzitutto, è importante comprendere che, anche se questi comportamenti aiutano nell’immediato la persona riducendo lo stato d’ansia e facendola sentire sollevata, a lungo termine hanno l’effetto di farla sentire meno in grado di affrontare la situazione, diminuendo la percezione che ha del proprio valore e aumentando, quindi, in realtà l’ansia sperimentata verso la prestazione.
    Diventa necessario poi provare a ridurre la frequenza con cui si ricorre a questi comportamenti “controproducenti”. Quando la persona ne sente l’impulso, può essere d’aiuto, ad esempio, ricorrere ad una Carta di Risposta, (precedentemente preparata) in cui ha scritto cose da dirsi (che la facciano sentire più tranquilla e sicura di sé, così da riuscire a tollerare l’impulso ad applicare tali comportamenti) e da fare (generalmente attività piacevoli e distraenti).
    Potrebbe, inoltre, essere molto di aiuto provare a fare il lavoro in modo non “perfetto” e vedere cosa succede!

  4. Per riuscire a guarire dal perfezionismo diventa poi centrale provare ad affrontare quegli errori di ragionamento che le persone perfezioniste commettono.
    Nello specifico esse tendono a:
    – pensare in “bianco o nero”, non esistono le vie di mezzo, o si è perfetti o si è un fallimento;
    – focalizzarsi e a dare maggiore importanza agli errori, piuttosto che a ciò che svolgono in modo corretto;
    – non usare lo stesso metro di valutazione anche per le altre persone: agli altri sono concessi errori che non concedono a se stessi;
    – pensare che le cose andranno male e che potranno fallire;
    – formulare giudizi sulle proprie capacità e sul proprio valore anche a partire da un singolo ed isolato episodio.

    Cosa fare? Per affrontare questi errori di ragionamento è necessario metterli in discussione, ovvero: che prove si hanno a favore di tale pensiero? Che prove si hanno contro tale pensiero? Tale modo di ragionare mi è di aiuto? Per arrivare così ad una conclusione maggiormente “oggettiva” e razionale dell’evento o della situazione.

  5. Guarire dal perfezionismo significa, infine, riuscire a distaccarsi dallo stato mentale che esso comporta. In altre parole significa riuscire ad accettare che non tutto può essere sotto il proprio controllo, che alcune cose dipendono da noi stessi e dal nostro impegno, ma il risultato in alcune circostanze può essere influenzato da variabili esterne indipendenti da noi. Significa, inoltre, riuscire ad accettare che non sempre si riesce a raggiungere ciò che si desidera non andando ad intaccare la considerazione che si ha del proprio valore personale.

Per concludere, il perfezionismo può essere una strategia utile per raggiungere i risultati desiderati se usato con una giusta concentrazione. A dosi elevate diventa lui stesso il problema, causando sofferenza e svalutazione di sé stessi.
Guarire dal perfezionismo è possibile e tentare di farlo è un bene per se stessi. Non sempre è possibile farcela da soli, senza l’aiuto di un professionista, ma l’importante è non rassegnarsi, perché il rischio è di perdersi tanto del bello che la vita offre!

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