EMDR

EMDR: di cosa si tratta?

Penso che quest’uomo stia soffrendo a causa dei suoi ricordi

S. Freud

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di condizioni disturbanti legate allo stress.

Quando si parla di trauma?

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IVª Edizione (DSM-IV), definisce il trauma come un fattore traumatico estremo che implica l’esperienza personale diretta di un evento che: causa o può comportare morte, lesioni gravi o altre minacce all’integrità fisica; comporta morte, lesioni o altre minacce all’integrità fisica di un’altra persona; consiste nel venire a conoscenza di morte violenta o inaspettata, di grave danno, di minaccia di morte o di lesioni di un membro della famiglia o di altra persona con cui si è in stretta relazione.

Esistono, quindi, diverse tipologie di esperienze che possono risultare traumatiche per la persona.
Da un lato troviamo tutti quegli eventi di grande entità (traumi “T”), che portano alla morte o che minacciano l’integrità fisica propria o delle persone care, come possono essere ad esempio disastri naturali, abusi, incidenti etc.
Dall’altro lato troviamo, invece, i traumi “t”, ovvero tutte quelle esperienze vissute come soggettivamente disturbanti, che possono essere protratte nel tempo e che sono caratterizzate da una percezione di pericolo non particolarmente intensa (ad esempio umiliazioni subite o interazioni brusche con persone significative durante l’infanzia).

Cosa accade nel trauma?

Il vissuto di un evento traumatico provoca nel nostro organismo e nel nostro cervello una serie di reazioni fisiologiche di stress, che nel 70-80% dei casi tendono a risolversi naturalmente. Talvolta, però, le risposte biochimiche da esso elicitate (adrenalina, cortisolo, etc.) hanno l’effetto di bloccare quel sistema innato, presente in tutte le persone, di elaborazione delle informazioni in un’ottica di autoguarigione (Shapiro, 1995).

In questo modo le informazioni legate all’evento traumatico rimangono come isolate in una stasi neurobiologica, insieme a tutte quelle emozioni, pensieri e sensazioni fisiche negative che si sono sperimentate durante l’evento.
La patologia così subentrerebbe nel momento in cui tale sistema innato si blocca e l’evento traumatico rimane isolato dal resto della rete neurale della persona.

EMDR: di cosa si tratta?

L’EMDR attraverso la stimolazione alternata dei due emisferi cerebrali, ottenuta con l’utilizzo di movimenti oculari o di altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, aiuta la persona ad elaborare quei ricordi o vissuti traumatici che provocano sofferenza.
Sofferenza che, come detto sopra, è spesso provocata da ricordi non elaborati che vengono immagazzinati fisiologicamente in memoria insieme a quei pensieri e vissuti che sono stati sperimentati al momento dell’evento.

Il lavoro con EMDR non cancella il ricordo in questione, ma permette alla persona di sentire che esso fa parte del passato: il ricordo diventa, quindi, distante; le emozioni, le sensazioni fisiche e le valutazioni su di sé associate ad esso vengono modificate e divengono più adeguate alla situazione (Plos One, 2012).

Il ricordo diventa solo un ricordo,
magari spiacevole, ma rimane un ricordo.

Il lavoro con EMDR punta, così, a riattivare tale processo di autoguarigione, permettendo all’evento traumatico prima isolato di essere reintegrato nella rete neurale (Pagani, 2012).

Riconoscimenti ed evidenze empiriche.

Oggi la terapia EMDR è riconosciuta efficace nel trattamento del trauma e dei disturbi ad esso correlati dall’American Psychological Association (APA, 1998-2002; 2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010), dal nostro Ministero della Salute (2013) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2013).

La terapia EMDR è ad oggi l’unico trattamento psicoterapeutico con un’efficacia neurobiologica comprovata. Le ricerche condotte, infatti, mostrano la presenza di una significativa associazione tra le modificazioni cerebrali, avvenute a seguito del trattamento a livello di strutture e di funzionamento cerebrale, e di risultati clinici (Van der Kolk B, 1999; Heber, Kellner, Yehuda, 2002; Pagani et al., 2007, 2012; Bossini et al., 2007, 2012; Plos One, 2012).

Oggi la terapia EMDR sta acquisendo un utilizzo sempre maggiore non solo nel trattamento del trauma ma anche in quello di molteplici altre patologie, in quanto episodi o vissuti traumatici ricoprono spesso un ruolo centrale nella sofferenza delle persone, nonché nello sviluppo e nel mantenimento di differenti patologie.